Who is who/ Uno nessuno e centomila/Icone
E' possibile non essere chi si vuole, ma scegliere di essere qualcunaltro? E' questa la domanda che sta dietro la serie di fotografie/icone
di Olivia Gozzano. fotografa, e Rita Fiorentino, makeup artist e interpretemodella per questo progetto. A un primo sguardo, le cose sembrano
iniziate per gioco, un gioco glamour: si prende un'immagine femminiletalmente nota da essere diventata patrimonio della memoria collettiva
e si prova ad imitarla, quasi a voler testare le potenzialità del trucco e dell'acconciatura. La versione 2.0 dell'antico 'giochiamo alle signore'.  Ma questo è vero solo, appunto, a prima vista. Perché poi è facile cogliere le implicazioni sull 'identità, sull'io che stanno dietro questa operazione.
E da qui porsi domande del tipo e della portata: 'Chi sono io?', 'In quale punto sta la mia storia nella storia?' (o almeno: nella storia delle donne),
Esiste un assoluto del femminile?' e via discorrendo. La storia è iniziata quasi per caso, dall'incontro tra Olivia e Rita.
La prima è una fotografa, la seconda un'truccatrice. La prima pensava di aver individuato nell'altra una musa ispiratrice, non solo una collega con cui condividere una rubrica sul trucco di Elle.it. Poteva essere uno dei tanti lavori in cui un'artista ritrae una modella. E' diventato molto di più. "Durante la nostra prima sessione fotografica ci siamo confrontate sui nostri progetti attuali, lei sulla rubrica sul trucco per Elle.it, io su un lavoro di ricerca sulle possibilità e opportunità delle donne. E' nato quindi il progetto in cui prendiamo a modello delle icone di stile femminili nell'ambito del costume e dello spettacolo. Cominciamo da una fotografia d'archivio di un'icona su cui cominciamo ad ispirarci ed a lavorare, poi Rita si trucca e si acconcia con l'aiuto di parrucche e vestiti come il personaggio in questione, io preparo l'ambiente e le luci. Quando siamo pronte a scattare , entriamo in uno spazio temporale in cui ci immedesimiamo nell'allure del personaggio
e della fotografia originale e la riproduciamo". Il catalogo dei personaggi (si può dire delle personagge?) è lo stesso che in precedenza ha colpito altri artisti, da Warhol a Vezzoli: Marylin, Verushka, Audrey Hepburn. E' così che inizia il travestimento. Che però non è la sola cosa che conta.Conta anche lo speciale rapporto che si istaura tra le due protagoniste di questa storia: Olivia non si limita a ritrarre: è come se il suo obiettivo riproducesse pensiero oltre che
immagini. E Rita non è un soggetto neutro: Rita di volta in volta diventa il personaggio, agisce la fotografia. E dunque alla fine: chi è la ritrattista e chi la ritrattata?
In questo modo chi guarda si accorge che immagine dopo immagine il glamour si arricchisce di contenuti: il travestimento, il sé .. ...
Fare una mostra o un libro di queste immagini significa dunque non tanto, o non solo, offrire l'opportunità di sfogliare una serie di fotografie belle(e belle lo sono), ma la possibilità di fare un percorso dentro il molteplice io della femminilità, sull'identità, sul ruolo delle donne, sul loro essere immagine ma anche sulla lloro capacità di costruire immagini, di manipolare la storia in gioco leggero e ironico. E questo diventa un progetto non solo da guardare ma da sfogliare, come una
guida per un itinerario dentro e fuori dall'io, un reportages illustrato dell'intimità.

Maria Perosino

OLIVIA GOZZANO -
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